Nella cultura occidentale il termine indica "concentrarsi su qualcosa" o "riflessione su qualcosa", nella cultura orientale invece il significato è più vicino a "contemplare" e presuppone un approccio più passivo.

Ci sono innumerevoli tecniche per giungere a uno stato meditativo, a volte anche contrapposte fra loro, tutte hanno lo scopo di sviluppare la capacità mentale di concentrarsi su un punto (dharana) fino ad eliminare ogni sforzo per farlo (dhyana).

Lo stato meditativo è qualcosa che avviene spontaneamente più che qualcosa che si ottiene con la volontà e lo sforzo, è una condizione di intensa presenza a se stessi che permette di cogliere ciò che c'è al di là del nostro corpo fisico e della nostra individualità per divenire consapevoli dell'unione con la fonte della vita, con il divino.

Il termine per designare la meditazione in sanscrito è dhyana e questo stato dell'essere non si raggiunge con lo sforzo, quindi le tecniche utilizzate semplicemente facilitano l'avverarsi di spazi meditativi sempre più ampi, all'inizio sviluppano la concentrazione e la focalizzazione mentale, qualità importanti per giungere poi alla meditazione.

Gli effetti psico-fisici positivi di questa pratica sono innumerevoli e ampiamente riconosciuti, soprattutto in merito alla riduzione dello stress.

(yantra della Mahavidya Tara utilizzato per la meditazione)

Durante lo stato meditativo la frequenza delle onde cerebrali diminuisce fino a indurre uno stato di completo rilassamento vigile che ha un effetto rigenerante su tutto l'organismo, in tale pratica l'attenzione cosciente viene portata all'interno del corpo e si sperimenta il ritiro dei sensi detto pratyahara, ogni volta che ci si concentra su una tecnica ripetitiva i sensi rientrano all'interno e le onde cerebrali da onde Beta, tipiche dello stato di veglia, diventano onde Alpha, tipiche del sonno senza sogni. Più si conduce il corpo e la mente alla quiete più la frequenza delle onde cerebrali si abbassa sino ad arrivare alle onde Theta (sonno con sogni) e alle onde Delta (sonno profondo). In questo modo avviene una specie di pulizia della mente e una rigenerazione, è un abbandono totale al proprio "essere" senza fare nulla o avere obiettivi che ci ricollega al potere di guarigione interiore favorendo il superamento di vecchi schemi.

Le tecniche di meditazione sono molto varie e sono state sperimentate per millenni. Ecco alcuni esempi: 

  • osservazione del respiro
  • visualizzazioni di elementi naturali o dei percorsi energetici (nadi) o dei centri energetici del corpo (chakra)
  • canto dei mantra
  • utilizzo di mandala o di yantra
  • focalizzazione su un oggetto (es.fiamma di una candela)
  • ecc.
CENTRO di CHIROPRATICA "BERGAMO", via Rosolino Pilo n.52, Bergamo